sabato 28 febbraio 2015

Marketing & Management 3: Gli effetti dell'emotività nel Marketing

#1 primo incontro del workshop di Marketing & Management 3
a cura di Corrado Corradini
presso l'accademia Laba Torbole

"50% della pubblicità è inefficace, ma non so quale"
[Henry Ford]

Come questo, i grandi interrogativi del Marketing vertevano sull' effettiva efficacia o inefficacia della comunicazione pubblicitaria dei prodotti. Producendo oggetti e servizi in grande quantità è di per sè difficile delineare un target ben preciso e di conseguenza un tipo di comunicazione adatto. Il marketing tradizionale troverebbe il target in termini di spesa, il mind marketing invece penetra più in profondità in termini di ricerca, delineando quindi un acquisto di impulso più forte.

Come introduzione a questo primo intervento di una lunga serie, ci affideremo a qualche citazione del Professor Edoardo Teodoro Brioschi (Professore ordinario di Economia e tecnica della comunicazione aziendale presso l'università Cattolica del Sacro Cuore) che si riferiscono a delineare un'introduzione al mondo del Mind Marketing.

Egli infatti esordisce, nell'introduzione al libro "Mind Marketing – la dimensione invisibile del Marketing, di Gianandrea Abbate, con una frase emblematica:
"Mind Marketing è un'espressione ricca di promesse, ma anche di pericoli"
Essa fa riferimento all' approccio psico-linguistico che viene impiegato nello studio dei codici del linguaggio collettivo , atto a individuare i codici creativi più efficaci nel campo della comunicazione e del marketing per giungere alla vendita di un prodotto più semplice. Stando a quanto egli dice, gli stati emozionali dell'individuo sono direttamente collegati alla possibilità di sviluppare e gestire una comunicazione emozionalmente incisiva al servizio dell'azienda e delle sue marche.

Ma cos'è veramente la psicolinguistica?

Essa è una tecnica che permette la risoluzione delle problematiche con la maggior determinazione scientifica possibile, e allo stesso tempo di delineare gli interventi pragmatici da adottare per raggiungere il massimo consenso collettivo.

"La psicolinguistica sta alla pubblicità come l'effetto placebo sta alla medicina"
[Abbate, 2012, p. 23]

Questo perchè l'effetto placebo stesso non è altro che l'autoconvincimento profondo e fideistico che il tipo di terapia conduca ad una vera e propria solzione al problema. Allo stesso tempo la psicolinguistica lavora nei meandri della mente, tramite messaggi subliminali, al fine di instaurare l'idea che il prodotto, o il brand, stessi siano i migliori sul mercato.

"La comunicazione È la realtà, o almeno è importante come tale"
[Abbate, 2012, p.25]

La comunicazione subliminale riveste dunque un ruolo importantissimo nel mind marketing, in quanto essa non è altro che la ripetizione continua dello stesso soggetto o messaggio, così che esso diventi abitudinale e di conseguenza la normalità.
"Enjoy cocacola" > il prodotto negli anni è diventato al pari dell'acqua.
Il brand di consumo diventa quindi oggetto familiare e naturale, con radici esistenziali in un tempo passato indefinito, come se vi fosse sempre stato. Per rendere questo possibile però il marketing si avvale della Programmazione Neurolinguistica [PNL] grazie alla quale sono state individuate delle vie interessanti per la comunicazione subliminale stessa.

Comunicazione subliminale > introduzione nell'inconscio di valori che la persona giunge a calcolare come veri pilastri fondanti della propria esistenza.

Secondo Abbate, ancora, marketing e mente sono di fatto la stessa cosa: non si può capire il marketing senza prima capire la mente. Sulla base di questa affermazione si giunge quindi a parlare degli effetti dell'emotività nel marketing, dove MENTE – EMOTIVITÁ – MARKETING sono legati da una triade indivisibile e diventano i presupposti per un nuovo modello d'approccio al mercato.

A questo punto la famosa USP [Unique Selling Proposition] lascia il posto all' ESP, ovvero emotional selling proposition. Essa non è altro che l' unicum percettivo e potente formato dalla parte "hard" del prodotto [l'oggetto in sè, sempre più copiabile e replicabile dai competitors] e da quella "soft" o "emotional" [l'atmosfera immaginifica che il prodotto vende].

HARD + SOFT = ESP

Se prima la USP era esplicita e si proponeva di sviluppare l'impulso all'acquisto, l' ESP diventa un'entità concettuale che vede come suo obiettivo quello di portare all'acquisto d'impulso le persone.

Sulla base di queste premesse, il consumatore non compra solo materia, ma emozioni: un marchio senza emozioni è solo merce, e di conseguenza esso ne perde in valore e forza mercato. Per questo motivo una parte fondamentale nella creazione del mood emotivo di un prodotto consta nel branding e naming dello stesso: qualsiasi brand ha insita nel proprio mondo una relazione tra colore e significato dello stesso, in modo tale da sviluppare nel consumatore vibrazioni ed emozioni. Vestire un prodotto standard in modo da renderlo unico e differente è la mossa vincente alla quale un brand deve costantemente tendere e raggiungere.

PRODOTTI UGUALI CON MARCHI DIVERSI

L'emotività sprigionata da un marchio ha portato la ricerca a compiere dei test su prodotti potenzialmente uguali ma vestiti da marche diverse per comprendere l'effetto che la pubblicità e l'ESP produceva nei consumatori.
I risultati hanno evidenziato che a parità di oggetto/prodotto, quello che riportava un marchio tendeva sempre ad essere preferito a quello senza.
Questo ha successivamente portato a riscontrare una scelta maggiore di brand con pubblicità ed emotività più alta attorno al proprio prodotto, rispetto a marchi meno conosciuti e famosi.

I risultati di questa serie di ricerche ha evidenziato che il concetto di convenienza non sia in fin dei conti costituito dal solo prezzo: esiste infatti una soglia psicologica ed emozionale minima e bassa che viene attivata allo stesso modo per ogni prodotto. Essa prende nome di price sensitivity ed è il risultato ottenuto dalla costante matematica tra percezione del valore, il prezzo e l' intention to buy.
Esiste quindi una sorta di "bilancia mentale" tra prezzo e valore percepito la quale trova essere più pesante l'emozione del prezzo. Quando questo meccanismo viene messo in atto si parla di:
PREMIUM PRICE o EMOTIONAL PRICE, ovvero quando il consumatore decide di scendere a compromessi in termini di valore monetario, e di giungere quindi a pagare un prezzo più alto, per acquistare un oggetto brandizzato.
Per quanto riguarda prodotti per l'igiene brand e non-brand presenti nel mio appartamento possiamo trovare:

BRAND
Chante Clair, Mastro Lindo, Finish, Viakal
Dove, Garnier, Clinians, Clinique, Benefits, Chilly

NON-BRAND
Winni's, Tersil, Glassex


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