#3 Terzo incontro del workshop di Marketing & Management
a cura di Corrado Corradini
presso l'accademia Laba Torbole
Il mission statement è
il "manifesto" della missione ed è strettamente collegato alla visione aziendale (vision
statement).
Esso però tende a focalizzarsi sul presente ed è atto a fornire una guida operativa per soddisfare la strategia messa a punto dal management. Mentre un mission statement
costituisce una guida pratica all’azione dell'organizzazione, la
vision riveste il ruolo di "musa" per i soggetti coinvolti.
PhilipKotles distingue ben 4 principi/orientamenti su cui un'impresa si
basa e agisce nei confronti del mercato, i quali sono allo stesso tempo sincronici [fanno parte della vita d'azienda] che diacronici [fanno parte della storia dell'economia]. Essi quindi sono:
- Orientamento alla produzione: diretto a ridurre i costi di produzione, vincere la concorrenza di prodotto.
- Orientamento al prodotto: lo scopo è quello di sviluppare e/o migliorare la tecnologia del prodotto e produrne di innovativi.
- Orientamento alle vendite: volto alla vendita ingente del prodotto anche in brevi tempi → prospettiva di “push”, ovvero spinta sul mercato del prodotto
- Orientamento al marketing: consiste nella comprensione dei bisogni e delle tendenze dei consumatori, così da ottenere un prodotto in grado di essere “bramato” dai clienti.
Esempio:
- Le aziende di strumenti specifici, come ad esempio di bulloni e cose simili, sono
proiettate tutte verso produzione e venditi
→ si occupano di grandi produzioni industriali che coprono il 90% delle esigenze del mercato: possono determinare il prezzo del prodotto.
→ non hanno bisogno di impiegare molte risorse nel marketing: nessuno vorrebbe comprare un bullone di una data marca piuttosto che di un'altra perchè è “bello” o “accattivante”.
- Le aziende che producono scarpe di una certa fascia, ad esempio come "Vans", sono orientate invece al marketing:
il prodotto è orientato alla propria bellezza e simpatia → si posiziona quindi nella fascia della piacevolezza → piacevolezza e utilità sono gli aspetti maggiormente presi in considerazione dai clienti.
PLANNING - PIANO MARKETING
Il piano marketing è la definizione concreta dei
traguardi, la pianificazione della strategia d'azione aziendale e il
controllo delle performance di marketing. Esso si divide in:
- bisogni del mercato che devono essere serviti [obiettivi competitivi e relazionali, devono essere in ogni caso mirati, rilevanti, misurabili e realistici]
- gli elementi di distintività dell'impresa ['obiettivo è capire quali sono le risorse, le azioni e i risultati che ci si può aspettare dall'azienda e valorizzarli]
- definizione della curva di valore del prodotto [ data dal suo grado di desiderabilità nel tempo]
BUSINESS STRATEGIC UNIT
La Business Strategic Unit, o area strategica di affari, è un'area che permette di definire quanta
clientela potrebbe avere l'azienda in un dato mercato.
Esempio:
Su 100 studenti, 50 vogliono diventare graphic designer → quindi l'area strategica d'affari è pari al 50% per il campo della comunicazione.
L'area viene definita tramite le
matrici di portafoglio:
- matrice Boston Consulting Group [analisi]
- General Electric [analisi]
- Ansoff [sviluppo]
Le matrici sono strumenti di gestione
che vogliono fornire una visione della struttura strategica
dell'impresa, atta a conferire al management indicazioni concrete per
intraprendere una data strategia.
Esse quindi analizzano:
- una dimensione esterna, per misurare il grado di attività dell'ambiente in cui il business compete
- una dimensione interna, per identificare la posizione competitiva del business rispetto ai concorrenti.
BOSTON CONSULTING GROUP [BCG]
La Boston Consulting Group è una
multinazionale americana di consulenza di management fondata nel 1963
da Bruce Henderson.
Questo tipo di matrice è di analisi ed
essa permette di identificare in modo specifico l'area di affari,
indicando:
- il tasso di crescita del mercato [asse verticale]
- la quota di mercato relativa al prodotto [asso orizzontale]
- QUESTION MARKEsso indica un'area strategica di affari che è situata in un mercato in espansione, senza avere però una quota rilevante del mercato.
- STAR
Indica prodotti e o attività caratterizzati da un'alta quota di mercato in mercati in forte crescita.
- CASH COW [mucca da mungere]
è un'area strategica d'affari di elevati flussi di cassa ottenuti con pochi investimenti e con un alto margine di profitto. Sono quindi prodotti o attività con un'alta quota di mercato, in mercati a bassa crescita.
→ non è star, quindi non è una nuova area strategica in espansione, ma un'area d'affari ormai da tempo affermata anche se molto redditizia.
- DOG [cane]
Sono prodotti o attività con una quota bassa in un mercato a bassa crescita.
→ possono generare profitti appena sufficienti al pareggio, o in perdita: in tal caso il management è costretto a disinvestire.
GENERAL ELECTRIC
La General Electrics è una
multinazionale statuintense che sviluppa energia elettrica – prima
concorrente di edison.
Essa sostiene che il mercato non è mai
statico, a differenza di ciò che vuol far credere la boston: ci sono
delle VARIABILI AGGREGATE che possono essere stabilite da
competitività e attrattività.
Esempio:
Aziende Enel, Trenta ed Edison →l' attrattività del settore è data naturalmente perchè tutti quanti utilizzano la corrente elettrica. Le variabili aggregate che determinano la scelta del brand sono quindi : la localizzazione del gestore, il servizio, l' orario di utilizzo...
Aziende Enel, Trenta ed Edison →l' attrattività del settore è data naturalmente perchè tutti quanti utilizzano la corrente elettrica. Le variabili aggregate che determinano la scelta del brand sono quindi : la localizzazione del gestore, il servizio, l' orario di utilizzo...
MATRICE ANSOFF [matrice
prodotto/mercato]
E' uno strumento di marketing creato da
Igor Asnoff che permette alle aziende di classificare le strategie di
crescita intensiva e diversificativa.
Esse sono 4:
- penetrazione di mercato
- nuovo prodotto
- nuovo mercato
- differenziazione

- penetrazione di mercato [prodotto esistente, mercato esistente]
Qui si collocano tutte le imprese che si lanciano in un mercato esistente con un prodotto già esistente: solitamente conquistano i clienti dei concorrenti tramite politiche di prezzo, campagne pubblicitarie e di promozione.
- Nuovo prodotto [nuovo prodotto, mercato esistente]
Qui si collocano le imprese che hanno già controllo su un mercato esistente, che però intendono inserirvi un nuovo prodotto: lo sviluppo di nuovi prodotti è importante per mantenere la competitività dell'azienda.
- Nuovo mercato [prodotto esistente, nuovo mercato]
Qui si collocano le imprese che esportano prodotti esistenti in nuove tipologie di mercato in termini geografici o di settore.
- Differenziazione [nuovo mercato, nuovo prodotto]
Qui si situano le aziende che introducono un nuovo prodotto in un nuovo morcato: è la strategia a più alto rischio, ma in caso positivo è quella che ha i più alti rendimenti.
La curva di valore del prodotto rappresenta l'andamento dell'interesse dell'utente per il prodotto nel tempo: essa è quindi definita
in base all'area socio-culturale-mercato e in base agli ostacoli
riscontrati nell'area socio-culturale-mercato. Essa inoltre deve confrontarsi con il fattore critico di
successo [CSF], che costituisce la soglia determinata dalle variabili che l'azienda dovrà superare per avere dei benefici dal mercato.
Esempio:
Esempio:
Se un'azienda supera gli ostacoli, l'indice
di attrazione rimane costante; se invece incontra ostacoli senza superarli, la sua attrazione diminuisce.
→ più il fattore critico di successo è basso e più è facile raggiungere il successo;
→ più è alto il fattore critico di successo e più è basso raggiungere il successo.
→ più il fattore critico di successo è basso e più è facile raggiungere il successo;
→ più è alto il fattore critico di successo e più è basso raggiungere il successo.
- Esempio:
acqua nel deserto → alta possibilità ma basso successo
acqua a Rimini → alta possibilità ma alta ocmpetitività → basso successo → marketing e pubblicità





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