martedì 21 aprile 2015

Marketing & Management 3: vettori e drivers

    #5 quinto incontro del workshop di Marketing & Management 3
    a cura di Corrado Corradini
    presso l'accademia Laba Torbole

    I sentimenti governano il mondo, sono collegati all'emotività e alla reazioni automatiche, trovano quindi un significato evolutivo e funzionale in termini di:
  1. risoluzione dei problemi
  2. gestione della priorità degli obiettivi e della comunicazione delle intenzioni
  3. orientamento all'azione
  4. informazione sullo stato interiore nelle varie situazioni

Esistono di conseguenza tre tipologie di emozioni:
  1. Attenzionali – che influenzano l'importanza delle informazioni
  2. Motivazionali – che influenzano la disposizione degli obiettivi
  3. Comunicative – che regolano le interazioni con gli altri
Esse si esplicano in un circolo costante di azioni che vengono compiute in modo inconscio da ognuno di noi ogni giorno:
  • riconoscimento dello stato emotivo
  • ricollegamento a specifici antecedenti relazionali
  • etichetta semantica dello stesso
  • differenziazione e articolazione
  • espressione adeguata per poterlo condividere con un altra persona

Non abbiamo però affrontato il discorso della positività o negatività delle emozioni. Gli stati emotivi infatti possono avere valenze diverse in base alla loro tendenza, grazie ai vettori, che formano il sistema sottostante della sfera emotiva", siamo in grado di tracciarne una mappa affidabile.
I vettori-sorgente proto-emozionali sono quindi il tessuto epiteliale del mondo emotivo, e ve ne sono di tre tipi:
  1. Vettore Esistenza
  2. Vettore Energia
  3. Vettore Empatia

Essi si evolvono dal primo al terzo. Al primo step ci si trova nell'esistenza, si staglia tra esistenza materiale e trascendentale, e riguarda la componente basica del pensiero emotivo-collettivo. Il secondo si esplica in vettore positivo o negativo; si tratta di tasso energetico allo stato puro, pulsione, imprinting. Uno dei meccanismi primari di questo vettore è i'istinto della lotta-fuga e attacco-ritirata: esso serve quindi per mettere in atto tutti i sistemi che permettono il superamento di un ostacolo utili per la sopravvivenza. Il pathos [di cui parleremo in seguito] genera stimoli che arrivano al nostro encefalo animale, il quale trasmette impulsi automatici e irritazionali dettati dal puro feeling inconscio. Il terzo è il processo che sta alla base di tutto, il "flusso di scorrimento emotivo fondante" può essere anch'esso positivo o negativo: nel primo caso genera emozioni attrattive, nel secondo emozioni d'incertezza; la grande bipolarità empatica è costituita dal primogenio rapporto piacere-paura.

Per giungere ad un sistema psicolinguistico di mind map è necessario però considerare:
  • 8 principali poli emozionali superficiali a carattere bipolare
    Felicità – Pathos
    Euforia – Depressione
    Serenità – Aggressività
    Relax – Eccitazione
  • 10 punti di incotro primari [degli stessi] di input-output di infra-cultura emozionale
  • 6 macro vettori-sorgente proto-emozionali in cui vengono racchiusi
  • 6 macroaree emotive pimarie, ovvero drivers che vengono originati



  1. Felicità – Pathos // DRIVER LUDICO E CARISMATICO
    Uno dei driver più distintivi si distingue nel percepito collettivo come ludico, alienato dalla rimozione psicologica dei problemi. È la "giocattolizzazione", la regressione, che portata all'estremo diventa puerilità [s. f. [dal lat. puerilĭtas -atis]. – ingenuità eccessiva, scarso criterio, leggerezza.]
    L'antinomico driver bipolare di questo flusso giocoso è proprio il pathos: esso racchiude un qualcosa di magmatico e pulsionante che sta sotto, qualcosa che non si riesce a descrivere. La comunicazione non riesce a scendere al di sotto del limite del pathos: ci riescono la musica, l'arte...ma non le parole. Non si può comunicare, la comunicazione infatti parte dal livello del pathos e sale, non può penetrarne il limite.
  2. Euforia – Depressione // DRIVER MITICO E SACRIFICALE
    Il driver dell'euforia nasce dall'incrocio tra la macro-componente vettoriale di energia serotinica felicitante e quella adrenalinica eccitante. Essa non è altro che una vera è propria "eccitazione positiva" che si identifica nel "mitico", nell'esaltazione, e nel sistema narcisistico.
    Il corrispondente opposto si canalizza nel flusso catatonico-depressivo, che porta l'individuo all'autocommiserazione, al senso di colpa, all'alienazione e alla perdita di stima. Esso si instaura proprio in quell'area di energia negativa in cui si posizionano tutti quei prodotti legati al "male di vivere": il Vermouth, il Fernet..
  3. Serenità – Aggressività // DRIVER AFFETTIVO E MEGALOMANICO
    Nella prima area, caratterizzata dalla serenità, troviamo la pulsione gregaria, il bisogno primo di amore [in senso di sentimento, non pulsione sessuale], protezione, il far parte di un gruppo, il conforto, la consolazione, la sicurezza e così via. Il tipo di brand che si posiziona in quest'area non sono altro che marchi di forte connotazione familiare, come ad esempio Barilla, Coop, Lavazza, Mulino Bianco.. Essa quindi è caratterizzata dall'assenza di una pulsione esplosiva, ma piuttosto di una pulsione introflessiva centrata sulla persona e i valori umani,buoni e "caldi".
    Direttamente opposto troviamo l'impulso megalomanico impersonato dall'aggressività, che ai massimi livelli si trasforma in uno stato demoniaco. Quest'area infatti è caratterizzata da competitività, non cooperazione, e massima pulsione esplosiva di empatia negativa.

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